Creato il primo supercomputer interamente “made in China”

Dopo anni di supercomputer con “cuore occidentale” la Cina fa un ulteriore passo avanti e presenta il primo supercomputer interamente ” fatto in casa”.

Il primo media a diffondere la notizia è stato qualche giorno fa il New York Times. Da allora il web e la carta stampata hanno dato ampio risalto a Sunway BlueLight MPP, il primo supercomputer interamente cinese. Finora la Cina era stata molto attiva nella battaglia per la creazione del computer più potente del Mondo; primato che ha tenuto per quasi un anno con Tianhe-1A (chiamato “Via Lattea”) per essere poi scavalcata dal Giappone con il suo “K”.

Finora però i supercomputer cinesi erano sì stati progettati, costruiti e soprattutto finanziati in Cina, ma contavano di architetture e processori stranieri, perlopiù americani. Tianhe-1A per esempio aveva al proprio interno 21mila processori, di cui 14mila microprocessori Intel e circa 7mila processori grafici Nvdia. Con Sunway BlueLight MPP però la Cina fa un ulteriore passo in avanti e si propone nella giungla dei supercomputer con un prodotto interamente fatto in casa.

Sunway BlueLight MPP può contare su 8.700 processori ShenWei SW1600, che vantano un’architettura a 64 bit e dispongono al loro interno di di 16 core basati su tecnologia Risc (acronimo che significa “Reduced Instruction Set Computer”). Il supercomputer dispone inoltre di 150 TeraByte di memoria interna e 2 PeraByte di capacità di storage esterna e può raggiungere una potenza di calcolo dell’ordine del PetaFLOP. Il Sunway BlueLight MPP sarà utilizzato per gli scopi classici da supercomputer, e cioè elaborazione e calcolo delle previsioni ambientali e del tempo, per le analisi finanziarie e per la simulazione di progetti industriali.

Pur non raggiungendo ancora lo scettro di più potente computer al Mondo è evidente il grande passo in avanti della Cina anche in questo campo, dominato prima esclusivamente da americani e, al limite, giapponesi. Del resto se anche il Wall Street Journal (oltre al New York Times citato a inizio articolo) fa notare il grande sforzo cinese non senza una certa preoccupazione qualcosa significherà.

Autore dell'articolo: TecnoNerd

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