Fidget spinner la mania che diventa una app

Se non avete mai sentito parlare del Fidget Spinner, probabilmente avete vissuto fuori da Internet. Si tratta d’un giocattolo che è comparso un po’ ovunque, con un picco particolare raggiunto durante l’estate. Ha potuto raggiungere in pochissimo tempo l’interesse globale di tutti i più giovani, tanto da ritrovarsi in un applicazione connessa tramite Bluetooth.

Ma parliamo un attimo delle sue origini. Il Fidget Spinner è un giocattolo che, usando dei magneti o un sistema di cuscinetti a sfere, può roteare sulla punta delle dita per lungo tempo. Il giocattolo è stato inventato già dai primi anni 90, più precisamente nel 1993. Il Fidget ha riscontrato pareri controversi e positivi, con a risultato il divieto d’uso in molte scuole. Questo giocattolo è stato anche commercializzato per alleviare alcuni problemi legati all’autismo o semplicemente per tenere sotto giusta cura tutte le persone che hanno una sorta di nervosismo ed irrequietezza. Tuttavia diversi studi scientifici hanno appurato che non ci sono prove, anzi il Fidget Spinner in alcuni casi provoca il così definito “Tic nervoso” di cui non si può più fare a meno di rotearne uno in mano un po’ ogni tanto che si è fermi.

Nulla toglie però che si tratta d’un giocattolo semplice, ma che può far diventare dipendente dall’uso un po’ chiunque. La creazione di questo giocattolo è spesso attribuita a Catherine Hettinger, il quale ha depositato il brevetto nel 1993 per un giocattolo d’una simile – se non perfettamente uguale – composizione. Catherine ha lasciato scadere il brevetto nel 2005, visto che non ha potuto trovare nessuno interessato a commercializzare il prodotto. Che questa sia una storia di sfortuna o opportunismo per Catherine, non ci sono ancora prove chiare. Perfino lei stessa dopo qualche anno ha ammesso di non essere la vera proprietaria originale di quest’idea.

La commercializzazione dello Spinner è stata lenta, ma ha preso ad espandersi a macchia d’olio. Si può dire che le prime comparse di questo prodotto è iniziato nel 2014, dopo che Scott McCoskery ha ammesso d’aver inventato il giocattolo per limitare i suoi movimenti nervosi ai meeting e le conferenze. Ha quindi iniziato a vendere il Fidget una volta che gli sono arrivate diverse richieste online di vendere una simile creazione. Ognuno crede alla sua teoria sull’idea e la comparsa d’un simile oggetto, ma almeno spiega la grande commercializzazione del più o meno conosciuto “Fidget Cube”, un prodotto designato per ripetere molte delle abitudini nervose delle persone (come premere ripetutamente il pulsante della penna a scatto).

L’interesse ha raggiunto un incredibile picco intorno al periodo Maggio-Giugno, con il quale le vendite hanno iniziato davvero a decollare. Migliaia di cloni hanno invaso il mercato, ognuno con la propria tecnologia integrata. Alcuni possono muoversi più velocemente o più a lungo, mentre altre copie particolarmente scarse funzionano appena.

E poi, abbiamo il BlueSpin.

Il BlueSpin è un invenzione nostrana, in un certo senso. Si tratta d’un Fidget Spinner che usa una connessione Bluetooth per connettersi con il nostro cellulare e registrare punti e statistiche mentre ne facciamo uso. Con BlueSpin è possibile sfidare i nostri amici, fare partite online o semplicemente cercare di battere l’ultimo record registrato. Lo stesso Spinner ha una composizione interna più complicata d’un normale giocattolo, con diversi sensori che ovviamente sono necessari per comunicare con il nostro telefono.

Con la mania al picco però, il tutto s’è svelato essere un grosso fuoco di paglia. Da come possiamo vedere sulla campagna di IndieGoGo (https://www.indiegogo.com/projects/bluespin-first-social-bluetooth-fidget-spinner-smartphone#/) il progetto non ha avuto per nulla successo. Il giocattolo ha solamente ottenuto 929 dollari sui 20,000 richiesti, premesso però che s’è trattata d’una campagna “Flessibile”. Una campagna flessibile significa che se anche non sono stati raggiunti i 20,000 dollari, comunque il team riceverà il denaro accumulato durante la campagna.

Questo non elimina la presenza d’uno Spinner “intelligente” sul mercato. Ci sono infatti tanti modelli che cercano di riprodurre una comunicazione Bluetooth, ma solo per far ascoltare musica ed altre faccende che non rientrano nel progetto “BlueSpin”. Al giorno d’oggi non ci si aspetta più che d’una semplice App che possiamo trovare sul Play Store, con risultati chiaramente ovvi.

Che la mania sia veramente finita però, è difficile dirlo. Il giocattolo è ancora piuttosto popolare e, probabilmente, un giorno verranno create nuove interessanti versioni.

Autore dell'articolo: TecnoNerd

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *